CINEFORUM : "Partir, revenir" de Claude Lelouch (1985)

Publié le 4 Février 2014

 

 

 

 

 

 

Partir revenir

 

réalisé par Claude Lelouch  (1985)

 

Genre:  drame  -   durée 1h 53  

 

 le mardi 11 février  2014  

 

14 h. 15 -   salle V D

 

 

partir revenir

 

 

 

Introduction de M. Enzo Laforgia

 

professeur de Philosophie et  d' Histoire

 

Directeur du centre de recherches

 

"Istituto per la Storia dell'Italia contemporanea

 

e del Movimento di Liberazione"  de Varese

 

 

1985, Salomé Lerner présente son autobiographie à la télévision.

Pendant la seconde guerre mondiale, les Lerner, une famille juive,

se sont réfugiés dans le chateau de leurs amis Rivière. Une lettre

anonyme les a dénoncés. Salomé, seule survivante de l'holocauste

recherche le délateur: un membre de la famille Rivière, peut-etre

Vincent,  son amoureux éconduit? Puis elle rencontre le pianiste

Erik Berchot, réincarnation vivante de son frère Salomon, et qui

 sera  le point de départ de son livre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

Play il again, Sam

 

 

 

 

 

 

 

 

   

enzo r. laforgia

PARTIR, REVENIR, [in it.: TORNARE PER RIVIVERE

], di Claude Lelouch, Francia 1985, 117’.

Interpreti principali:

Annie Girardot (Hélène Rivière) - Jean-Louis Trintignant (Roland Rivière) - Françoise Fabian (Sarah Lerner) - Eric Berchot (Salomon) - Evelyne Bouix (Salomé Lerner) - Michel Piccoli (Simon Lerner) - Richard Anconina (Vincent Rivière) - Charles Gérard (Tenardon) - Jean Bouise (Il curato)  

 

Sinossi:

All’inizio del film, una scrittrice, Salomè Lerner, viene intervistata da Bernard Pivot nella famosa trasmissione televisiva

 

APOSTROPHES  

(le voci fuoricampo di Salomè e dell’intervistatore si riaffacciano nel corso della narrazione cinematografica).

La donna ha scritto un libro, organizzato come una partitura musicale, in cui racconta la vicende della sua famiglia tra il 1943 ed il 1945. La famiglia, ebrea, era composta dal padre psichiatra, Simon, dalla madre farmacista, Sarah, dal fratello pianista, Simon, e da Salomè. Costretti ad abbandonare Parigi occupata dai tedeschi, a seguito della delazione della portinaia, trovano ospitalità nel castello degli amici Rivière (il padre medico Roland, la moglie anestesista Hélène e il giovane figlio Vincent, che talvolta si esibisce come funambolo). Vincent si innamora di Salomè (inizialmente non ricambiato) ed il dottor Roland è attratto dalla signora Lerner.

Una lettera anonima porta all’arresto dell’intera famiglia, che viene deportata dai tedeschi. Si salverà solo Salomè, che ritornerà al villaggio dei Rivière per scoprire chi li ha denunciati. La vicenda precipita con la confessione di Hélène, che subito dopo si uccide, e con l’incontro drammatico di Salomè con la vecchia portinaia, che muore precipitando da una finestra.

Salomè continua a vivere nella convinzione che il fratello si sia reincarnato in un pianista di successo.

Qualche osservazione:

La vicenda è costruita con continui salti temporali ed è costellata da numerosi elementi simbolici (il lungo piano-sequenza iniziale di una macchina che percorre un lungo tratto di strada ad alta velocità; il bersaglio vaticinatore nel cortile del castello; il ballo senza musica nel cortile del castello, verso la fine; il colore dei vestiti; il medaglione che passa di madre in figlia; il sangue di una lepre cacciata da Vincent, che sporca le mani di Hélène).

Per tutto il film, il filo conduttore sembra essere rappresentato dal concerto per pianoforte e orchestra n. 2 di Rachmaninov (uno tra i più popolari ed eseguiti concerti per pianoforte). Secondo il regista, quest’opera, composta da Rachmaninov a seguito di una depressione nervosa, corrisponderebbe perfettamente alla «più grande depressione collettiva di tutti i tempi», che caratterizzò gli anni 1943-1945.

 

Non mancano esplicite citazioni cinematografiche:

 

 

IL CORVO di Clouzot, del 1943, prodotto durante l’occupazione nazista, che racconta la vita di una piccola comunità sconvolta dalle lettere anonime firmate dal «Corvo»; ROMA CITTÀ APERTA

 di Rossellini, del 1945, evocato nell’inseguimento da parte di Vincent del camion tedesco che trasporta la famiglia Lerner.

Vedendo il film mi sono venuti in mente questi libri:

Giorgio Bassani,  

UNA LAPIDE IN VIA MAZZINI, in CINQUE STORIE FERRARESI , 1956:

La vicenda dell’ebreo Geo Josz, che, ritornato da un campo di sterminio, si siede ad un caffè della sua città con la divisa da prigioniero, in qualche modo si avvicina alla lunga sequenza che descrive il ritorno dalla prigionia di Salomè.

Denise Epstein,

 

SOPRAVVIVERE E VIVERE. CONVERSAZIONI CON CLÉMENCE BOULOUQUE , Milano, Adelphi, 2010:

Denise Epstein racconta, parlandone con Clémence Boulouque, la sua vita prima, durante e dopo la guerra nella Francia invasa e divisa. Denise Epstein è la figlia di Irène Némirovsky. Con la guerra, la vita della famiglia Epstein è quella di una famiglia in fuga. Il 13 luglio del 1942 i gendarmi prelevano la scrittrice Nemirovsky; tre mesi dopo venne arrestato e deportato anche il marito. Le due figlie, Denise, di tredici anni, e Élisabeth, di cinque, iniziano da quel momento una vita clandestina. Il padre, prima di essere arrestato, aveva affidato alla figlia più grande la valigia con gli scritti della moglie. Tra le carte, il manoscritto di  

SUITE FRANCESE 

. Entrambi i genitori furono inghiottiti dalla macchina dello sterminio.

  

  

   

 

 

 

Rédigé par memoiresdeprof.over-blog.com

Publié dans #Cinéma

Repost 0
Commenter cet article